FRANCESCO RECAMI
Francesco Recami (Firenze, 1956) con questa casa editrice
ha pubblicato L’errore di Platini (2006),
Il correttore di bozze (2007), Il superstizioso
(2008, finalista al Premio Campiello 2009), Il ragazzo
che leggeva Maigret (2009), Prenditi cura di me
(2010, Premio Castiglioncello 2010 e Premio Capalbio 2010)
e La casa di ringhiera (2011).
Francesco Recami nasce a Firenze nel1956.
La sua carriera di scrittore inizia con la redazione di
testi divulgativi e di guide di montagna. Ben presto però
Francesco Recami si imbatte nella letteratura per ragazzi.
Pubblica infatti i due romanzi per ragazzi “Assassinio
nel paleolitico” (1996) e “Trappola nella neve”
(2001).
Nel 2006 esordisce anche nella letteratura per adulti con
il libro dal titolo “L’errore di Platini”
pubblicato con la casa editrice Sellerio. Pubblica inoltre,
sempre con Sellerio, “Il correttore di bozze”
(2007) e “Il superstizioso” (2008). Entrambi
questi romanzi riscuotono un buon successo sia di pubblico
che di critica. Il romanzo “Il superstizioso”
si aggiudica inoltre un posto nella rosa dei cinque finalisti
del Premio Campiello.
Nel 2009 grazie all’uscita del romanzo “Il ragazzo
che leggeva Maigret” Francesco Recami si aggiudica
la vittoria del Premio
Scrittore Toscano. è stata data per questo
premio la seguente motivazione: ”Romanzo sorprendente,
che ci fa immergere in atmosfere care a Simenon, con personaggi
destinati a rimanere, per la loro semplicita’, per
la loro umanita’, ma anche per la loro bizzarria,
manifestate in mezzo a sospetti e superstizioni, tipici
di una certa provincia”.
Il suo ultimo romanzo “Prenditi
cura di me" tratta del filo sottile che
lega due generazioni e del peso e della tenerezza del doversi
prendere cura degli anziani. “Prenditi cura di me”
è entrato nella rosa dei 12 finalisti dell’edizione
2010 del prestigioso Premio
Strega. Il romanzo è stato presentato
al Premio da Concita di Gregorio e Salvatore S. Nigro.
LA
CASA DI RINGHIERA
Il tappezziere in pensione Amedeo Consonni abita
in una casa di ringhiera e colleziona notizie su delitti
feroci e violenti, l’ultimo è il caso dello
strano omicidio «della sfinge». Intanto tra
i suoi inquilini cala improvvisamente un’atmosfera
delittuosa. Tra equivoci e sospetti e una beffarda rivelazione,
confuso, frastornato e travolto dagli eventi, Amedeo, senza
volerlo, guida l’indagine alla verità.
Amedeo Consonni, tappezziere in pensione, vive in una casa
di ringhiera, arredata, grazie alla sua arte, come un prezioso
boudoir. Si dedica, nel tempo libero, ad un ascetico collezionismo:
archiviare notizie su delitti feroci e violenti, provenienti
da qualsiasi fonte. E quando dalle cronache rimbomba dappertutto
il caso dello strano omicidio «della Sfinge»,
è immediato per lui occuparsene. Un egittologo dilettante
è stato ucciso, il cadavere mutilato ridotto a mimare
una statua egizia: e dalla raccolta di articoletti, mentre
accudisce il nipotino Enrico, Amedeo passa involontariamente
a una timida indagine. Nel frattempo davanti alla sua finestra
sul cortile, trascorre la giornata degli altri inquilini.
Ci sono Erika e Antonio, nel monolocale vicino: meridionali,
lei ghiotta e provocante, lui maleducato. C’è
il vecchio De Angelis, che bada solo alla sua Opel e piantona
il posteggio riservato nell’atrio. La professoressa
Mattioli, cinquantenne affettuosa, attraente anche per l’alone
di mistero che la circonda e che nemmeno la troppo informata
signorina Mattei riesce a dissipare. Si arrabatta la famiglia
dei bambini Gianmarco e Margherita: il padre è alcolizzato
e la madre cerca di difendere eroicamente il decoro. Su
questo mondo, misero ed egoista ma, a guardarlo senza rancore,
commovente nelle sue inutili passioni, improvvisamente cala
un’atmosfera delittuosa, come una perturbazione magnetica
provocata dall’esser passato, l’Amedeo Consonni,
dalla contemplazione del male all’azione.
Negli appartamenti di ringhiera scompare un uomo e appare
un cadavere di donna. E questo muove tutto un vento di equivoci
e di sospetti che sconvolge gli inquilini, promuovendo ciascuno
a colpevole e insieme vittima. E mentre i delitti del cortile
marciano caoticamente verso una loro beffarda rivelazione,
confuso, frastornato e travolto dagli eventi, Amedeo, senza
volerlo, guida l’indagine alla verità. Recami
ha costruito un romanzo, movimentato e pieno, intorno a
un universo apparentemente atrofizzato in un cortile di
ringhiera, in cui il delitto arriva sarcastico, come un
diversivo, una liberazione dal tran tran, arruffa un po’
le vite e, quando passa, il vero crimine restano le merendine
date clandestinamente al nipotino.
Il fascino della “casa di ringhiera” è
innegabile. Immaginiamo subito un’umanità vivace,
un piccolo mondo fatto di caratteri e personaggi in contatto
sui caratteristici balconi comunicanti. Il mondo cambia
prospettiva da quelle finestre, da cui gli inquilini possono
osservare movimenti e luci del vicinato. In questa atmosfera
nasce il nuovo romanzo di Francesco Recami, “La casa
di ringhiera” (edito da Sellerio). Dopo la visita
ad uno di questi edifici del capoluogo lombardo, l’autore
ha deciso che il suo lavoro doveva avere come sfondo una
di queste case (come ha raccontato durante la presentazione
fiorentina del libro). Anzi, non una qualsiasi di queste
case, ma proprio quella vista. Così, in quel microcosmo
di varia umanità, ha costruito i suoi personaggi
dando voce ad Amedeo Consonni, tappezziere in pensione e
collezionista atipico (gli piace archiviare notizie su casi
di cronaca nera, soprattutto se trattano casi di delitti
violenti e feroci); Enrico, il nipote; Erika e Antonio,
i vicini della porta accanto; l’anziano De Angelis,
fissato sulla questione del posto auto; la professoressa
Mattioli e la signorina Mattei. Recami trova spunti originali,
molta suspence e sorrisi, e sebbene catalogarlo nei gialli
sarà la cosa più semplice, mostra con maestria
che dal genere letterario è possibile allontanarsi.
Una trama ben costruita (in cui il caso, a volte, prevale
sulla linearità razionale senza lasciare “buchi”
narrativi) ma che non vuole chiudersi negli schemi del giallo,
accantonando anche alcuni elementi principali: l’investigatore
e un finale con la cattura del criminale. L’omicidio
di un egittologo metterà in azione Amedeo Consonni,
e mentre questo ritaglia articoli e cesella congetture,
gli inquilini della casa di ringhiera seguono gli atti della
loro quotidiana teatralità. Ma il male è un
colpo di scena che entrerà a far parte anche del
destino dell’edificio: un uomo scompare e una donna
viene trovata morta. La vita dei ballatoi è allora
sconvolta, tra sospetti ed equivoci. Sul filo di lana, tra
commedia e tragedia, l’umanità “macchietta”
(e atrofizzata nei suoi rapporti) trova motivo di liberarsi
dalle solite bagarre. Sarà Amedeo Consonni a seguire
le vicende e, inconsapevolmente, legare le brutte faccende
del vicinato al caso che trova spazio sulle cronache giornalistiche
di cui si è appassionato. Non aspettatevi un epilogo
standard: la vita dei personaggi continua oltre le pagine.
Ci saranno altri appuntamenti con gli inquilini della casa:
Recami ha già svelato al suo pubblico che sta lavorando
ad un prequel ed ha in mente altri tre romanzi. Per il momento
lasciamoci coinvolgere da questo primo atto, riconoscendone
l’originalità.
In un periodo in cui l’editoria punta le proprie
vendite ai generi giallo e thriller (perchè considerato
intrattenimento letterario, e solo per questo andrebbe una
sonora bastonata alle case editrici), il freno a mano tirato
da Francesco Recami appare un atto rivoluzionario. Strizzare
l’occhio al genere più in voga lasciando che
il lettore s’immerga in altro, nella consuetudine
dell’osservazione sociale, è una gesto che
merita un applauso.
(Recensione dal web)
STEFANO
DE SANDO

Stefano
De Sando, è un attore e doppiatore italiano.
È noto per essere la voce ufficiale di Robert De
Niro dopo la scomparsa di Ferruccio Amendola e di molti
altri attori stranieri tra cui: Gary Oldman, James Gandolfini,
Martin Sheen, Chazz Palminteri, Nick Nolte, John Goodman,
Sam Shepard, Ben Kingsley, Tim Robbins, Mickey Rourke, Robert
Duvall, Marlon Brando, Danny De Vito, Gérard Depardieu.
Nei film di animazione ha dato la voce a Don Lino in Shark
Tale, Makunga in Madagascar 2 e Mel in Chicken Little -
Amici per le penne.
Per molti anni presente nella compagnia di Vittorio Gassman.
Tra i suoi lavori teatrali ricordiamo Amici miei
(2002), adattamento teatrale di Mario Monicelli, nel ruolo
del Prof. Sassaroli, che fu di Adolfo Celi nell'omonimo
film del 1975 e Datemi tre caravelle (2005/2006),
musical con Alessandro Preziosi, Anna Vinci, Noemi Smorra,
Jacopo Sarno, nel ruolo di Padre Marchena.
In televisione è stato la spalla di Nanni Loy con
Mara Venier nelle prime Candid Camera. Tra le sue
ultime partecipazioni televisive: Una donna per amico,
Valeria medico legale 2, Il maresciallo Rocca, Commesse,
Incantesimo, Elisa di Rivombrosa e Pompei.
Stefano De Sando è anche compositore, ha scritto
e musicato la canzone di Ornella Vanoni Quante storie
e Allora allora di Tullio De Piscopo e composto
le musiche del film L’ultimo concerto di
Francesco Laudadio.
ANTONELLO MANGO

Bassista, contrabbassista, diplomato in contrabbasso al
Conservatorio di Salerno.
Ha partecipato a seminari di perfezionamento sul basso elettrico
per il genere pop con Paolo Costa e sul linguaggio jazz
con Marco Siniscalco.
Nel circuito della musica leggera ha collaborato sia in
sala d’incisione che in concerti live con vari artisti
tra cui: Mango, Mietta, Rocco Papaleo.
Attualmente sta collaborando con Stefano De Sando al progetto
teatrale “Poesia in forma di chitarra”.
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